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il Monte Maddalena
scopri Sentiero 7 Monte Maddalena

Sentiero 7

2 HOURS + 30 MIN WALK // 3 MIN READ // 3 MIN PIC VIEW

Era aperto a tutti gli orizzonti e a tutte le brezze. Il mondo visto da lassù, con l’indifferenza di chi non si aspetta niente da lui e non ha il desiderio di cambiarlo, mi pareva bellissimo.*

Il castello. Il sentiero 7 s’avvia avviluppandosi tutt’intorno alla sua fortezza, con grandi affacci sui suoi bastioni e sulla lingua assolata del vigneto Capretti. È una doppia linea che ricalca strade antiche, percorse dai bresciani da tempo immemore per trasportare i frutti delle fatiche contadine nei mercati della città. Come detto, è un doppio nervo sul pendio dei Ronchi occidentali, perchè qui le mulattiere che vanno a radunarsi sulla sella del Goletto sono due: la prima sboccia in via Colle Fiorito, poi cresce fino a via Luigi Beretta e fiorisce in un magnifico viottolo antico chiamato Sentier Morto. Si estende e prospera di papaveri e cardi tra le vigne stese al sole sul vivido pianoro dei Ronchi Gelmini e Roggero finchè non s’allaccia al sentiero 7, proprio sotto il naso del Goletto. Il sentiero 7, la seconda mulattiera, scorre invece su un’orbita più panciuta: si sviluppa da un crocicchio ombroso tra via del Goletto e via Val di Ledro, gravita sulla testa del Ronco Roggero e poi sotto il Ronco Gallia, protetto d’estate e d’inverno da una prorompente parabola di arbusti e piante, fino a slanciarsi sul piazzale del Goletto.

Dalla spiazzo d’asfalto ci si proietta verso il valico opposto (a sinistra ci si spinge fino alla trattoria Briscola) dove esordisce la colletera, un incanto di macchia boschiva a mezza costa tra Costalunga ed il sovrastante Monte Santa Croce. Nei mesi invernali, quando gli alberi si tolgono l’egida, la colletera sfodera visioni fiabesche della brumosa valle di Mompiano e Costalunga. Quando il sentiero riemerge sull’asfalto di via Buttafuoco, incrocia a destra il sentiero 6 e con lui raggiunge l’antica scalinata del Viale dei Caduti verso la Chiesa di San Gottardo. Aggirata la chiesa, al di là del piccolo spiazzo dell’autobus 6, centrali, procedono ancora insieme i sentieri 6 e 7. Il sette trotterella sul tracciato principale, tra la proprietà Le Farnie e la gialla cascina Termini per dar corpo ad un nuovo canovaccio: ora s’affretta a vestire i panni del percorso vita che, tra le quinte di teatrali olmi e castagni, allena i corpi degli escursionisti con la sua silvestre sequenza di attrezzi. D’estate il sentiero ritempra i ginnici con offerte profuse di more selvatiche, d’inverno con le polpe proteiche dei castagni.

Il sipario del percorso vita cala sull’ultimo tornello verde: qualche passo più avanti superiamo il torrente Garzetta ed un sentierotto proveniente dall’area pic nic Margherita. Il sentiero ora s’impettisce, s’allarga, si spiana e tutto conciliante ci accompagna fino alla radura della Rasega dove, alla corte dei suoi superbi castagni, ogni mattina si raccoglie una buffa tavola rotonda: il sentiero 5 ed il Sentèr dei Brüsacc, il DH Margherita ed il DH Musa e, non ultimo, il nostro 7.

Il sentiero procede ancora per pochi metri, s’apre sui prati splendenti della conca di Cascina Margherita ed infine rinfranca le sue polveri tra le vibrazioni d’acqua della Pozza Margherita, mentre lì dietro, alle sue spalle, tutta rinvigorita, la cascina regna sui Ronchi Fiorentino dall’alto della sua impertinente unicità.

*Quote: Tiziano Terzani "Un altro giro di giostra"


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