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il Monte Maddalena
scopri Ex rifugio CAI Monte Maddalena

Ex rifugio CAI

3 HOUR WALK // 2 MIN READ // 30 SEC PIC VIEW

Ora c’è solo un’intaccatura nella terra a segnare il sito di queste abitazioni, con cantine sepolte, fragole, mirtilli, more, nocciole e sommacchi che crescono nell’erba assoluta.*

Là sui bei manti erbosi dove una volta l’antica chiesa di Maria Maddalena si assopiva e si svegliava nel suo originario giaciglio, è sorto, negli anni, un baillame di pasticci che hanno consegnato al presente soltanto le rovine dell’ex rifugio CAI fagocitate dalla più recente struttura dell’ex albergo-ristorante Monte Maddalena e, poco sotto, annidate tra i rovi del bosco, le arcate malferme del fienile che accompagnava l’antico romitorio di Maria Maddalena. Si dice che all’interno del disabitato e ingombrante ex albergo si rintani, in qualche angolo della sala da pranzo, qualche ritaglio delle sacre mura della chiesa.

La storia dell’antico romitorio della Maddalena è ammantata di incertezze e mistero. Se ne fa risalire l’origine ai secoli XI – XII o all’epoca di Papa Gregorio VII (1174 – 1184) quando la lotta politico-religiosa era ardente anche a Brescia. Sulla cima del Monte Denno il vescovo cedette del terreno boschivo a una piccola comunità di eremiti, canonici agostiniani, che edificarono lì le loro celle, insieme ad una chiesa dedicata a Maria Maddalena.

Verso il 1500 iniziò una lunga decadenza dalla quale, per un breve periodo, venne sollevata grazie all’opera di recupero di Innocenzo Leonello Serbellonghi (Fra Tiburzio Lazzaro da Fossombrone), figlio del cavaliere Malatesta Leonelli, che intorno al 1620 vi si stabilì come eremita. Nell’arco di 5 anni riuscì a ristrutturare e ad affrescare la chiesa attraverso le elemosine che andava raccogliendo in città e la fama della sua santità si affermò in tutta Brescia. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1625, la chiesetta restò infatti a lungo meta di pellegrinaggi.

Nei secoli successivi, lo stabile subì inesorabilmente la stretta del degrado nonostante le sporadiche migliorie apportate dai proprietari che via via si avvicendarono. Alcune immagini dei primi del ‘900 documentano l’amaro stato di abbandono dell’antico cenobio. Nel 1927 venne convertito in rifugio del CAI per poi essere definitivamente incorporato nell’albergo-ristorante Monte Maddalena, costruito nel 1955 sui ruderi della chiesa, in concomitanza con l’inaugurazione della funivia.

* QUOTE: Henry David Thoreau "Walden"


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